F1/ Nuovi retroscena sull'addio di Ricciardo dalla Red Bull
RETROSCENA ADDIO RICCIARDO RED BULL - Difficile valutare e giudicare una scelta. Quella di Daniel Ricciardo sembrava avere tutti i crismi per essere un'ottima scelta: andare in una scuderia in rampa di lancio, dove sarebbe stato il primo pilota, abbandonare il team che prima lo ha cresciuto e poi messo al secondo posto, andare a riequilibrare il campionato, mettendo se stesso, un pilota di grande talento, in una scuderia che non si annovera tra i top. Ma poi, ci siamo dovuti tutti quanti scontrare con la realtà e valutare, giustamente, come deludente la prima parte di annata di Ricciardo e della sua Renault.
In questi giorni, su Motorsport News, il pilota australiano ha svelato che uno dei motivi per cui se n'è andato è stato la sostituzione dell'ingegnere di pista di fiducia, Simon Rennie: "Le ragioni erano parecchie, ma perdere Simon era una di queste. Sapevo che non avrebbe continuato ad essere il mio ingegnere di pista se fossi rimasto in Red Bull. Ho un ottimo rapporto con lui, il suo sostituto sarebbe stata un’ulteriore incognita per il 2019. Sicuramente con lui mi trovavo molto bene, non saprei dire se, avendo saputo che sarebbe rimasto, avrebbe potuto essere un fattore chiave nel decidere di rimanere. Di sicuro, avendo già la preoccupazione riguardo alle performance dei motori Honda e altri dubbi, questo si è andato a sommare a tutto il resto. Si è parlato tanto dell’occhio di riguardo del team nei confronti di Max ma quello che ho vissuto dall’interno era molto meno di quello che si è detto. La loro offerta economica era ok, alla fine non c’era tutta questa differenza per cui non è stato un fattore decisivo".
