F1/ La teoria di Montezemolo: "La pista decreta il pilota numero uno"
È bastato un anno a Charles Leclerc per diventare il pilota numero uno della Ferrari, strappare un rinnovo, triplicato, di contratto e insinuare il dubbio nella mente di tifosi e dirigenza sul profilo del pilota da affiancargli: un mostro sacro come Hamilton o un solido secondo? Luca Cordero di Montezemolo, un nome che scalda sempre i cuori ai ferraristi, ha parlato con Sky Sport del suo metodo per decretare il primo pilota della scuderia: "Negli anni in cui ho lavorato, c’era Lauda con Regazzoni che doveva mandar giù qualche boccone amaro, ma Lauda era più veloce ed è giusto che puntassimo su di lui, difatti abbiamo vinto due Mondiali e ne abbiamo perso uno per mezzo punto in Giappone. Poi Schumacher, Barrichello, Irvine, lo stesso Massa erano piloti in grado di vincere le gare, portare punti importanti per il campionato, ma era chiaro che Schumacher fosse il numero uno. Non era una nostra decisione, lo diceva il cronometro. Quindi in generale un po’ di chiarezza ci vuole. Sarà un tema molto interessante della prossima stagione, perché ci sono due cavalli di razza ed entrambi vogliono vincere e quando è così spesso pensano più a sé stessi che della squadra. Questa è una grande responsabilità che avranno Binotto e la squadra, un tema delicato".
