F1/ L'euforia dei giornali spagnoli per l'arrivo in Ferrari di Sainz
Tanta euforia in Spagna per l'arrivo del terzo pilota spagnolo nella storia della Ferrari. Carlos Sainz sarà il nuovo alfiere del corso Binotto della Rossa e i vari giornali spagnoli sono impazziti per la notizia. Juan Gutierrez dell'AS ha rispolverato una vecchia storia: "Era un pomeriggio piovoso nell’estate inglese, a Silverstone, nell’agosto del 2011. Quel giorno capii che Carlos era molto più che un figlio di un mito dei rally, e che la sua ambizione di diventare pilota di F1 era veramente sentita. Umile, timido e educato, si scusò per l’attesa mentre lo attendevo per un’intervista. All’improvviso si rivolse verso il padre: “Aspetta, così non funziona. Papà, potresti andare per favore? Non ho bisogno che mi controlli”. Appoggiato alla porta, infatti, c’era in silenzio ad ascoltare anche il grande campione. Junior mostrò il carattere impresso dal padre e da Reyes, la madre. La sua carriera è stata dura: tutti i rivali volevano batterlo, “A volte ero più interessato a guidare bene per gli altri che a divertirmi”, ha ammesso. Momenti difficili da bambino che hanno forgiato un carattere forte, in grado di resistere agli attacchi, oltre a consolidare la fiducia cieca in sé stesso attraverso il duro lavoro e la dedizione. Non si accontenterà e vorrà vincere la F1 con la Ferrari“. Mentre, Rafa Paya, sempre su AS, ha rimarcato l'umiltà dell'ex McLaren:"In quella notte di dicembre Carlos Sainz Vázquez de Castro aveva gli occhi spalancati e osservata tutto con curiosità. A 15 anni stava ricevendo il titolo di promessa dello sport, in una festa nella quale partecipava anche la stella Cristiano Ronaldo. Il calciatore gli chiese se era nervoso. “Un po’ sì”, rispose Sainz. “Io ci sono abituato”, disse il portoghese. Ora è passato oltre un decennio da quel momento, e Carlos conosce molto bene la pressione che si prova quando si è tra i protagonisti di uno sport. Ci sono solo 20 persone che corrono in F1, e lui è uno di esse. Nel 2018, a una cena, Sainz disse una frase che lo definisce come sportivo: “il mio obiettivo è essere campione del mondo, e lavoro ogni giorno per diventarlo”. Sainz non è uno come Schumacher o Alonso. Non è nemmeno suo padre. Carlos è Carlos. Solo i suoi meriti lo hanno portato al Cavallino. Anche il resto sarà tutto suo, conosce la strada“.
