F1/ Il motore delle vittorie di Hamilton: "Odio perdere"
Forse il 2019 è stato l'anno della completa evoluzione di Lewis Hamilton che si è trasformato in un titano imbattibile, che, consapevole della propria forza, osava a fare strategie rischiose. Il sei volte campione del mondo ha parlato alla BBC dei suoi primi approcci sul kart, sulla sua mentalità e su un suo eventuale ritiro: “Ricordo come nel 2007 e nel 2008 [quando perdevo] non potevo lasciare la mia camera d’albergo per tre giorni. Da ragazzo durante tutta la mia carriera nei kart ero molto duro con me stesso, nella mia mente è così che gestisco cose. E la gente non riusciva a capirlo, mi dicevano ‘ma sei arrivato secondo, o terzo, o quinto’ o quello che era. Loro non potevano capire il mio tumulto interiore, il fatto che volessi cadere in un posto molto, molto buio e non riuscissi ad uscirne. Questo atteggiamento si applicava a molte cose della mia vita. Crescendo ho capito come rimanere centrato e uscire da questi buchi bui. Ora, anche nei casi peggiori, non sono più così oscuri. Questo è crescere. Non c’era un modo più rapido e breve per farlo. Ma odio ancora perdere. Non temo il ritiro, naturalmente per gli atleti deve essere il giorno più triste. Smettere di fare qualcosa che hai amato per tutta la vita, per tutto il tempo che puoi ricordare. Ma questo è il motivo per cui ho tutte queste altre attività in atto, nelle quali potrò cimentarmi. La moda, ad esempio. Ho trovato un altro business che posso fare a lungo in caso di successo. Attualmente sta andando davvero bene, ma non so quanto durerà. Almeno però ho un altro interesse. So che la mia vita non finirà quando mi ritirerò e questo mi dà molto conforto”. Al momento tuttavia, quel giorno è ancora lontano: “In questo momento mi sento abbastanza bene fisicamente per continuare, quindi cercherò di proseguire il più a lungo possibile”.
