F1 / Gp Sakhir, ecco Grosjean: "Vi racconto l'incubo di quei 28 secondi"
Nel pomeriggio del Bahrain, Romain Grosjean racconta tutto il suo incidente di qualche giorno fa alla stampa presnte: "28 secondi? Pensavo fosse almeno un minuto e mezzo. Quando la vettura si è fermata ho aperto gli occhi e mi sono slacciato le cinture. Non ricordavo di aver tolto il volante. In quel momento, fermo, la squadra mi disse di no. Lo sterzo era fra le mie gambe, tutto rotto. Non volevo preoccuparmene, ma cercando di saltare fuori sentivo che qualcosa mi toccava la testa, così sono tornato seduto e ho pensato sarebbero presto arrivati i soccorsi. Non mi sentivo in pericolo, ma non avevo visto l'incendio. Mi guardo a destra e a sinistra e vedo il fuoco. Lì ho capito di non avere tempo. Ho pensato a Lauda, non volevo finire così. Ho cercato di salire a destra, poi a sinistra, ma non riuscivo a uscire. Ero bloccato. Ho pensato che non era possibile. Risuanavano solo due domande: ce la farò o soffrirò? Mi sentivo in pace con me stesso e ho pensato che stavo per morire. Pensavo solo al dolore, da dove sarebbe iniziato a bruciare. Poi però ho pensato ai miei figli, al fatto che non potevano perdere il loro papà, quindi ho lasciato girare il casco verso sinistra, provando contemporaneamente a girare la spalla. Il piede era incastrato. Sono tornato seduto. Ho tirato più forte che posso, la scarpa è rimasta lì. Ho rifatto la stessa manovra e sono riuscito a scivolare nella fessura. Quando la spalla è passata ho capito che potevo farcela. I guanti rossi sono diventati neri, iniziano a sciogliersi. Sento il dolore sulle mani, ma poi ecco il sollievo. Sto uscendo, salto fuori e sento Ian Roberts tirarmi via. Non sono più solo, c'è qualcuno con me. Sono salvo".
