F1/ Ferrari, Vettel: "Mi sarei arrabbiato anche io come Leclerc"
Una vittoria per sbloccarsi, Sochi arriva per confermarsi. Sebastian Vettel ha respirato aria pulita a Singapore (eufemismo visto lo smog presente in città) con i primi venticinque punti conquistati dopo un anno. La vittoria è arrivata con lo "sgarbo" fatto al compagno in rampa di lancio Charles Lelcerc, con quel giro spettacolare, ma il tedesco, da buon leader esperto, ha empatizzato con il giovane rivale: "Non penso che si debbano interpretare troppo questo genere di messaggi, perché stiamo guidando. Quando si apre la radio, e penso che se un calciatore o un golfista facessero la stessa cosa sareste sorpresi di quel che dicono, non si può pretendere di capire la ragione dietro ogni cosa che si dice in quel momento. Perciò penso sia piuttosto normale, ovviamente voleva vincere. Era arrabbiato quando ha realizzato che si trovava dietro, e nella stessa situazione anche io probabilmente sarei stato ugualmente arrabbiato. Tutto questo fa parte delle emozioni che si avvertono quando si guida. Se non ci fossero significherebbe che non ti importa, e non credo che ci siano molto piloti a cui non importerebbe. Ho simpatia per l’onestà. Noi corriamo per la Ferrari, il team più grande che c’è in griglia. Ho detto questo anche alla radio dopo la gara, la Ferrari è più grande di me, più grande di tutti noi. Anche Michael Schumacher non è più grande della Ferrari, se capite cosa intendo. E lui è davvero grande. Quindi questa è la priorità. Ma penso che l’onestà sia un valore al quale personalmente attribuisco molta importanza. Avevo dimenticato di accendere la radio, ho realizzato solo più tardi. L’ho aperta quindi un po’ in ritardo, ma ho parlato per la maggior parte del tempo in italiano".
