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F1/ Ferrari, Perna (G.d.S): "I cambiamenti e il perenne anno zero"

di Paolo Mutarelli
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Cara, vecchia e vincente Ferrari, dove sei finita? É la domanda ricorrente che rimbalza nella testa di ogni tifoso che negli ultimi due anni ha visto calare di rendimento una squadra che aveva lottato per il titolo nel 2017 e nel 18. Luigi Perna, di Gazzetta dello Sport, ha scritto un lungo articolo per evidenziare ciò che andava in Ferrari e ciò che ha smesso improvvisamente di andare.

La Ferrari deve tornare a vincere. Con questo imperativo Sergio Marchionne pose fine alla lunga presidenza di Luca di Montezemolo e nell’ottobre del 2014 prese le redini del Cavallino, restando a.d. di Fiat-Chrysler. Da lì partì una rivoluzione, con l’arrivo del team principal Maurizio Arrivabene e di Sebastian Vettel, l’allontanamento di James Allison, la promozione di Mattia Binotto, la rifondazione del reparto tecnico e l’ascesa di ingegneri come il telaista Simone Resta, gli aerodinamici Enrico Cardile e David Sanchez e il motorista Lorenzo Sassi. La Ferrari si dotò di infrastrutture all’avanguardia, con investimenti giganteschi, per colmare il divario dalla Mercedes. E i frutti vennero fuori, tanto da portare il team a giocarsi per due volte il titolo mondiale (2017-18). Quello che è successo nella passata stagione e all’inizio di questo campionato è stata una brusca retromarcia, innestata dopo la morte improvvisa dello stesso Marchionne, che a metà 2018 costrinse John Elkann ad assumere la presidenza con la nomina di Louis Camilleri nel ruolo di amministratore delegato. I passi successivi sono stati quelli che aveva disposto lo stesso Marchionne: la sostituzione di Arrivabene con Binotto, nuovo capo della Gestione Sportiva, e l’ingaggio immediato del giovane Charles Leclerc come talento su cui puntare per il futuro. Il fatto che nel frattempo Allison fosse passato alla Mercedes non infastidiva più di tanto. Fino alla scomparsa di Marchionne c’erano un progetto e idee chiare. C’era un leader temuto e rispettato. La spinta propulsiva di allora, quando il presidente “tuonava” a ogni sconfitta, oggi sembra esaurita. L’approccio di Camilleri e Binotto è diverso, ma i risultati per ora non danno ragione al nuovo corso. La struttura è cambiata, come era ovvio che fosse, anche perché la Ferrari strada facendo ha perso anche Sassi (passato pure lui alla Mercedes) e ha visto la partenza e il ritorno di Resta […] Sono stati promossi molti giovani nell’organigramma, all’insegna della valorizzazione delle risorse interne, ed è stato inevitabile fare i conti con un processo di rinnovamento che richiede tempo per funzionare, proprio quello che manca in Formula 1. […] Binotto si è circondato di quattro-cinque uomini fidati nelle posizioni chiave […] Per il resto è stata data fiducia alle seconde linee. «Siamo un team giovane, all’inizio di un ciclo», ha ripetuto spesso Binotto facendo il paragone con l’epoca di Jean Todt e di Michael Schumacher. Però certe idee geniali non si sono più viste. L’ultima macchina rossa che ha fatto tendenza è stata la SF70H del 2017, su cui Cardile e Sanchez avevano introdotto concetti (come le bocche dei radiatori in alto) che sono stati costretti a riprendere perfino la Mercedes e Adrian Newey sulle sue Red Bull. […] oggi la creatività sembra mancare fra le pareti di Maranello. Potrebbe essere una questione di metodo […] oppure di rivedere di nuovo l’organizzazione, piazzando le pedine in posti diversi e coordinandole in modo da fare emergere le migliori capacità. Fatto sta che la Mercedes ha visto l’abbandono graduale di Bob Bell, Mark Ellis, Aldo Costa e presto dovrà fare a meno anche di Andy Cowell, in pratica tutto il suo vertice tecnico, ma è riuscita a rimpiazzarli con ingegneri di talento cresciuti nei vari settori, continuando a vincere per sei stagioni di fila, comprese le prime due gare di quest’anno. Di certo alla Ferrari non mancano i mezzi, visto che anche quest’anno il budget del Cavallino sarà il più ricco della Formula 1 […] La galleria del vento, che era obsoleta, è stata ristrutturata un paio d’anni fa. I banchi prova dinamici funzionano. E il vecchio simulatore […] sarà sostituito dopo l’estate da un apparecchio di concezione più recente […] Sulla carta non manca niente. Eppure la scuderia di Maranello continua ad avere problemi di correlazione fra i dati teorici e quelli che si vedono nei weekend di gara. Se gli ingredienti sono buoni, viene da pensare che siano gli chef a cucinarli male. La SF1000 ha gli stessi punti deboli della vecchia SF90 nelle curve e in più è frenata sul dritto da un’aerodinamica sbagliata e da una power unit sottotono rispetto al 2019, dopo i sospetti sollevati dai rivali. Tuttavia il team di Binotto deve tentare di ribaltare le sorti del 2020 e non buttare al vento anche il 2021, con il regolamento che intanto ha bloccato lo sviluppo di motori e telai. Siamo di nuovo all’anno zero.

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