F1/ Ferrari, Perna (Gazzetta): "Un'ammissione di colpa da brividi"
Sul banco degli imputati c'è lui, Mattia Binotto, perchè è il volto di questa Ferrari da brividi. Binotto ci mette la faccia perchè così deve fare un team principal nei momenti bui. La situazione è incasinata, a detta di Binotto. In Ferrari non si riesce a capire il bandolo della matassa di errori che si attorcigliano in una trappola mortale, sportivamente parlando. Un'ammissione da brividi quella di ieri, così la definisce Luigi Perna nel suo ultimo articolo per la Gazzetta dello Sport: “Un’ammissione di impotenza che mette i brividi. Dice Mattia Binotto: «Nessuno di noi può essere contento. Abbiamo cambiato l’assetto della vettura in tutti i modi e impostato i giri di lancio in modo da provare a scaldare prima le gomme, però non è servito». L’imprevedibilità della SF1000 è uno dei grandi misteri di questo 2020 disgraziato, e il rebus sfugge agli ingegneri di Maranello. Quante volte Leclerc e Vettel si sono lamentati di una vettura a tratti irriconoscibile? Era già successo che fossero eliminati al secondo turno delle qualifiche, ma stavolta è capitato addirittura in contemporanea. Bisogna risalire al GP di Gran Bretagna 2014, quando Alonso e Raikkonen restarono fuori dalla Q3 a causa di una svista strategica, per trovare un precedente analogo. E quella stagione si concluse con zero vittorie e il tonfo di Monza che pose fine alla presidenza Montezemolo. «I piloti non sentivano fiducia nel guidare. Ma qualcosa ci sfugge perché abbiamo la stessa macchina della scorsa gara eppure siamo più indietro rispetto ai nostri rivali diretti». Che nel frattempo non sono più la Mercedes o la Red Bull-Honda, ma Racing Point, Renault, McLaren e perfino Alpha Tauri. «Abbiamo cercato di fare qualcosa di diverso dagli altri, aumentando il carico aerodinamico per il settore centrale della pista, cosa che ci ha penalizzato in quelli più veloci. Però in gara dovrebbe consentirci di lottare con chi è davanti», aggiunge Binotto. Peccato che la Ferrari sia sembrata lenta ovunque“.
