F1/ Domenicali in Ferrari o in Liberty? L'ex team principal risponde
Dal 2008 al 2014, Stefano Domenicali è stato il primo team principal a valutare l'opzione di una Ferrari sul viale del tramonto e vedere la crescita delle attuali rivali come Red Bull e Mercedes. Giorgio Terruzzi del Corriere della Sera ha scritto un articolo in cui Domenicali ha risposto alle domande pressanti sul suo ritorno in Ferrari o alla sostituzione di Todt anche in Liberty: “Stefano Domenicali cammina attorno a casa. Passo Costalunga, Nova Levante, Dolomiti. Vorrebbe liberare il toro. Simbolo della Lamborghini. Presidente e a.d. dal 2016, un manager cresciuto in Ferrari, un uomo di sport, spesso indicato come candidato ideale per trasferire dinamismo ed etica in altre imprese. Politica compresa? «Non è il mio campo. Serve una preparazione specifica per gestire la cosa pubblica. Una carica politica dovrebbe presupporre massima competenza per generare efficacia. Mi interessa la politica sportiva, piuttosto, un terreno che conosco meglio». Sul coronavirus è combattuto: «Una parte di me sceglie sempre l’ottimismo. Mi basta pensare alle tante persone che applicano competenza e voglia di fare anche in una fase critica come questa, a un Dna nostro, italiano, che non si arrende, a costo di emigrare, di affrontare sacrifici enormi. Ma ho a che fare anche con una preoccupazione forte: manca una visione strategica e unitaria, troppi comitati, task force, incertezze, mentre servono indicazioni precise, una direzione rassicurante». Nei piani alti della F1 il nome Domenicali è in perenne circolazione. Come possibile successore di Jean Todt al vertice federale, come prossimo leader di Liberty Media. Cosa c’è di vero? «Di vero c’è che sono presidente della commissione Fia per le vetture monoposto. E che resto un appassionato di F1. Ma rimango dove sono. Quando si parla di Ferrari le notizie diventano incontrollabili. Conosco Elkann da anni, conosco quell’ambiente da una vita. Certo che ci parliamo, ci confrontiamo sui temi chiave del mondo automobilistico. Ma l’ipotesi di tornare a Maranello resta un pettegolezzo senza fondamento".
