F1/ Damon Hill su Hamilton: "Nato con un talento speciale"
Un pilota generazionale. L'erede di Senna e di Schumacher. Lewis Hamilton è riuscito ad imprimere il proprio marchio sul decennio e sulla storia della Formula 1 in maniera netta e chiara. Un campione moderno, attento ai bisogni e alle problematiche del mondo, e dagli interessi diversificati, dall'imprenditoria nello street food, vegano mi raccomando, alle sfilate e agli atelier di Tommy Hilfiger con cui ha disegnato ben tre collezioni. Un super fuoriclasse ben descritto da Damon Hill, ex pilota, su Gazzetta dello Sport.
Lewis è nato con un talento speciale, l’ha mostrato dal suo arrivo in F.1. Sembra lo sappia, ma nonostante questo è un filone che sta ancora esplorando per ricavarne qualcosa. […] Negli ultimi tempi, anche per come si sono sviluppati i GP, si è concentrato molto più sulla gara. Su un giro secco resta ancora in grado di fare la differenza, se serve, ma è sull’arco di una corsa che risulta davvero di un altro pianeta. […] Da pilota, oggi, non è necessario conoscere come funziona una monoposto, essere troppo tecnici: Hamilton è in grado di spiegare, ma da quanto so non è così interessato a sapere tutto. […] Ogni tanto tende a dimenticare cosa succede in gara e se lo fa spiegare dal muretto. Si concentra molto sulla guida: se gli dai un obiettivo da raggiungere lo fa. Gli serve più collaborazione ma il team sa come “usarlo” in gara, e sa supportarlo anche psicologicamente. Lo trovo interessante: a volte, mentre corre, sembra sia su una nuvola, se non è in testa sembra un po’ perso. Ma se gli dai un obiettivo è un martello. Sono finiti da un pezzo i giorni in cui un pilota doveva prendere decisioni strategiche da solo, Ayrton Senna in questo aveva un sesto senso. Poi è arrivato Schumi e con la Benetton lavoravano molto più come squadra, al muretto. Cosa che fa anche la Mercedes ed è curioso, visto quanto vincono, sentire ogni tanto il pilota via radio in disaccordo con il team. […] Non è completamente assorbito dalla cultura e dall’ambiente della F.1. Ed è un bene, perché il mondo dei GP a volte è troppo intenso, devi staccare. Lewis ha avuto successo nel definirsi con la propria personalità. Non è stato facile ma dimostra la fiducia in se stesso, che si traduce in fiducia quando corre. Ha ottenuto la libertà di vivere a modo suo e questo lo arricchisce. […] Se ripenso a situazioni in cui il suo comportamento sia stato discutibile non ne trovo. […] Ha l’abilità di essere uno duro contro cui correre ma senza scorrettezze. […] La F.1 ad alto livello ti consuma, per conquistare 6 Mondiali devi avere una costanza pazzesca. Lui è al top da quando ha esordito nel 2007: i GP sono stancanti, ti distruggono, in cima puoi sopravvivere solo se hai riserve di talento da tirar fuori. Lui le ha.
