F1/ Alonso passione meccanico: alla Dakar cambia la ruota
Fatale qualcosa colpito nella sabbia. La Dakar è così. Non importa quanto veloce vai, l'insidia è sempre dietro l'angolo. Anche per Fernando Alonso è stato così. Con la sua Toyota, al termine della seconda tappa, lo spagnolo e il suo compagno Marc Coma si sono dovuti fermare per la rottura della sospensione della ruota anteriore sinistra. In seguito, vi riportiamo il reportage di Paolo Ianieri della Gazzetta dello Sport.
«La Dakar c’est la galère». Ora anche Fernando Alonso sa che la Dakar può tramutarsi in una prigione, seppur di sabbia, dalla quale provare a scappare il prima possibile. Sono le 16.20 quando finalmente lui e Marc Coma terminano la seconda tappa, la Al Wajh-Neom, 367 km di pietrisco, sabbia, passaggi tra canyon, mille colline e guadi secchi. […] La galera, per Fernando, comincia dopo 160 km di una speciale iniziata benissimo, 3° al primo passaggio cronometrato e 7° al successivo. Poi, l’incidente che non ti aspetti, ma che alla Dakar è sempre dietro l’angolo. «Abbiamo colpito qualcosa nella polvere. Non so cosa, non si vedeva nulla. Avevamo fatto 48 km molto veloci e raggiunto la Toyota di Van Loon quando è successo» racconta Alonso. Fa intendere di aver colpito una roccia, mentre Nani Roma, che passa subito dopo, parla di una grossa buca nella quale la Toyota è finita. In ogni caso, Alonso si ritrova con la ruota sinistra anteriore aperta e la sospensione rotta, come il braccetto dello sterzo. «Abbiamo provato a ripararla noi, aspettare l’assistenza in gara avrebbe significato perdere 4-5 ore. Poi ci siamo messi in contatto col team, che ci ha spiegato cosa fare». All’arrivo di Neom, Alonso si presenta 61° di giornata a 2h34’ dalla Toyota gemella di Giniel De Villiers, la macchina tenuta assieme col nastro adesivo. «Ma abbiamo dovuto scollegare l’impianto dei freni anteriori e fare 120 km così non è stato facile». Al bivacco Alonso, che in generale scivola 48° a 2h38’ dall’argentino Orlando Terranova (Mini), 2° di giornata dietro Giniel De Villiers (Toyota) e neo leader per 4’43” su Carlos Sainz (Mini), trova anche la forza di sorridere".
