F1/McLaren, Seidl: "Cambiamo la cultura! Incoraggio a prendere dei rischi"

di Paolo Mutarelli

Andreas Seidl, la chiave della rinascita McLaren. Zac Brown, Ceo McLaren, ha azzeccato il profilo da mettere alla guida del progetto Formula 1 e le scelte di Carlos Sainz Jr. e di Lando Norris stanno portando frutti enormi e inaspettati. Il team principal della McLaren, in settimana, ha rilasciato diverse interviste, dove ha parlato della cultura vincente che va creata, alla propensione al rischio di uno sport del genere, alla possibilità di nuovi costruttori l'anno prossimo: "Abbiamo iniziato il lavoro sulla vettura 2020 parecchio tempo fa. Lo switch è avvenuto qualche settimana prima rispetto allo scorso campionato. Siamo entranti nella finestra in cui da una parte valutiamo le opzioni per la nuova vettura, mentre dall’altra cominciamo a capire quando interrompere lo sviluppo di quest’anno, così da spostare tutte le risorse sul progetto 2020. E’ bello sentire che continuano a investire ed è proprio per questo che non abbiamo un gran mal di testa. Lo sviluppo invernale è stato molto incoraggiante e gli ultimi step hanno dato i frutti sperati. La cultura deve cambiare. Personalmente incoraggio sempre le persone a prendere dei rischi, proteggendole quando qualcosa va male. Bisogna solo assicurarsi che certi errori non vengano commessi due volte. Ritengo che per un costruttore sia estremamente difficile fare il proprio ingresso in questo momento storico. Proprio in tal senso è importante mettere insieme dei regolamenti stabili dopo il 2021, così da avere equilibrio tra le varie unità di potenza. L’industria automobilistica sta attualmente subendo un processo di elettrificazione. Ecco perché penso che abbiamo bisogno di spingere l’ibrido con i successivi regolamenti. Sarà inoltre importante rendere i costi di ingresso più bassi rispetto a quelli attuali, così da rendere la F1 un prodotto molto più appetibile. Al momento dobbiamo essere realistici. E’ difficile immaginare che un produttore possa investire più soldi di quelli necessari per competere."


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