F1/ Wurz comprende Vettel: "In Ferrari, la pressione ti esaurisce"

di Paolo Mutarelli

Sarà stato il paragone con la freschezza di Charles Leclerc, ma Sebastian Vettel, lo scorso anno, è sembrato parecchio strano sulla sua SF90. Errori sciocchi, poca brillantezza e continuità. Questo ha acuito quel senso da fine impero tra lui e la Ferrari, sempre più concentrata sul baldo monegasco. A Sky Sport Uk, proseguendo, Alexander Wurz, ex pilota austriaco, ha provato ad individuare i motivi della stanchezza di Vettel: "Sebastian è un mio amico, ma non me l’aspettavo. Gli piace tenere questo tipo di cose per sé. Ma se si guarda alla storia della Ferrari, nei primi anni e nei primi mesi c’è sempre un grande amore, tra le frasi pronunciate alla radio e tutto quel genere di emozioni che vengono fuori e che rendono la Ferrari così speciale. Ma ad un certo punto, è accaduto anche a Fernando Alonso, sembra che l’intero sistema ti porti all’esaurimento. Magari non c’è più l’amore dei primi tempi, e accade tutto questo. Ma non ne ho parlato con Sebastian. Alla Ferrari c’è altro oltre alla semplice passione per le corse, ti adorano quando spingi la squadra, ma se le vittorie non arrivano all’improvviso inizia a ritorcersi tutto contro. E diventano molto protettivi nei confronti della loro identità e del loro lavoro. Ci sono sempre degli attriti, ma non succede solo ai piloti, ma anche ai responsabili del team. Credo che tutto questo abbia a che fare sia con la pressione esterna, ma anche con il loro modo di essere. È un mix piuttosto complicato. Se ripensiamo all’era di Schumacher, Todt e Brawn, quel gruppo di lavoro è stato molto forte, tanto da mettere da parte la pressione ‘italiana’, se vogliamo chiamarla così. E da quando se ne sono andati, la Ferrari ha avuto un rendimento sotto le proprie aspettative".

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