F1/ Ristrutturazione Ferrari, torna Rory Byrne, progettista di Schumacher

di Paolo Mutarelli

Ritorno d'eccellenza quello in casa Ferrari. Nella nuova sezione di Performance Development ci sarà spazio per il ritorno, molto amarcord, di Rory Bryne storico progettista dell'epoca Schumacher, che era rimasto come consigliere in questi anni. Sarà lui una delle nuove personalità, insieme ad Enrico Cardile, per rilanciare la Ferrari, come scritto da Luigi Perna della Gazzetta dello Sport: "L’epoca della cosiddetta ‘struttura orizzontale’ è finita. La Ferrari cambia modello organizzativo, voltando pagina rispetto alle idee di Sergio Marchionne, anche se per ora è meno profonda e radicale di quella che sarebbe dovuta essere. L’inizio di stagione disastroso imponeva una revisione del metodo di lavoro all’interno della Gestione Sportiva. […] Mattia Binotto l’aveva anticipato dopo la figuraccia in Ungheria, con le Rosse […] doppiate dalla Mercedes. Cambia il ruolo di Enrico Cardile […] sarà responsabile della nuova divisione Sviluppo Performance, che finora non esisteva nella squadra. Si tratta di un macro-settore, diviso in quattro sottosezioni, che include il lavoro in galleria del vento e la simulazione. Non è previsto il classico chief designer. Cardile si avvarrà dell’aiuto di Rory Byrne, 76 anni, il progettista dell’epoca di Michael Schumacher, rimasto consulente storico del Cavallino […] Si, ancora lui […] Della divisione, infine, farà parte l’aerodinamico David Sanchez. […] Anche le altre figure di riferimento sono le stesse che già c’erano: Enrico Gualtieri a capo del reparto motori […]; Laurent Mekies come direttore sportivo e reesponsabile delle attività in pista; Simone Resta a occuparsi dell’ingegneria del telaio. […] In generale, sembra più un lifting che non un intervento di sostanza. Basterà a cambiare rotta? Niente ribaltoni. Ma un’impostazione di lavoro che torna a essere verticistica. […] da qui in avanti, gli uomini di punta della Ges dovranno rispondere direttamente anche di altri fallimenti, se ci saranno. Mentre Binotto, di fatto, continuerà a fungere anche da direttore tecnico, visto che tutti risponderanno a lui. Ma non è una svolta vera. Mancano nuovi innesti, che portino idee fresche e creatività come nei primi anni della rivoluzione Marchionne […]”.

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