F1/ Nicolas Todt confessa un bivio di Leclerc: "A 14 anni voleva smettere"

di Paolo Mutarelli

Per diventare piloti, oltre al talento e alla cospicua disponibilità economica, bisogna avere la fortuna di avere un team di persone e famigliari che ti aiutino a coltivare il sogno durante un periodo delicato della vita come quello della crescita. Può capitare di cambiare idea a 15, 16 anni e ci vuole il giusto sostegno di chi ti è accanto. Anche un campioncino come Charles Leclerc è stato soggetto a questa volubilità adolescenziale. A confessarlo, Nicolas Todt, il suo agente, a motorsport-magazin: "Charles è il pilota di cui sono più orgoglioso. Ho messo sotto contratto Charles quando aveva 14 anni. Stava per smettere perché non aveva soldi e ho deciso di aiutarlo. L’ho portato in Ferrari qualche anno fa e oggi è titolare nel team. Abbiamo iniziato presto con lui ed è una delle cose che amo del mio lavoro. Il pilota più impressionante che ho mai incontrato è stato Michael Schumacher. Sono felice di conoscerlo molto bene e di averlo come amico. E dico questo per tutto ciò che rappresenta: non solo il talento, ma anche l’etica lavorativa di non mollare mai, la sua attitudine. Ricordo quando Michael era alla Ferrari e la macchina aveva molti problemi. Ha sempre supportato la squadra. Molti piloti avrebbero detto: “La macchina non va”. Ma lui no, ha sempre dato una mano e supportato il team con professionalità. Era un leader. Essere veloce è una cosa, ma avere carisma e l’attitudine da leader è un’altra. Ho incontrato poche persone come lui, per me è un modello per tutti i piloti".

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