F1/ Morte Lauda, Binotto: "Il cavaliere senza paura della mia infanzia"

di Paolo Mutarelli

Ognuno ha un proprio ricordo speciale e personale nei confronti di Niki Lauda. Ciò che è stato e ciò che ha significato per il mondo della Formula 1 e, in generale, per il mondo dei motori non si può racchiudere in un singolo annedoto o una singola storia, ma l'insieme di tutti questi possono aiutarci a dipingere un quadro sull'unicità del pilota tedesco. Anche Mattia Binotto, team principal della Ferrari, ha voluto commemorare il "rivale" della Mercedes, lasciandoci accedere nella sua personale scatola dei ricordi: "I miei ricordi di Lauda sulla Ferrari fanno parte dell’infanzia  quando da bambino vedevo lui e Regazzoni vincere con il Cavallino Rampante sulle piste di tutto il mondo Avevo meno di dieci anni e nel mio immaginario era un cavaliere senza paura. Una volta in Formula 1, il mio rapporto con Niki è sempre stato di stima reciproca. Credo che grazie alla sua bravura e al suo indubbio carisma abbia contribuito a far conoscere e amare nel mondo il nostro magnifico sport. Ricordo con affetto quella volta in cui mi disse che con il mio approccio svizzero sarei stato la persona adatta a mettere ordine nell’italianissima Ferrari. Dopotutto Niki era così, una persona schietta e diretta con la quale non sempre si era d’accordo ma cui non si poteva non voler bene”. 


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