F1/ Montezemolo difende Binotto: "É stato lasciato solo in Ferrari"

di Paolo Mutarelli

 A La domenica nel Pallone su Radio Rai, Luca Cordero di Montezemolo mette in fila i problemi della Ferrari e prova ad analizzarli, difendendo anche l'attuale team principal Mattia Binotto: “Io sbagliai nel 2014 ad accettare il passaggio alle power unit ibride. Sottovalutammo il fatto che la Mercedes li stava studiando da due anni e soprattutto che l’industria tedesca aveva una cultura sull’argomento che in Italia era ancora sconosciuta. Ma dopo un anno buio eravamo già competitivi. Purtroppo dal 2014 la Ferrari non è più stata in corsa per il Mondiale. Quando mi sostituirono mi dissero che non contava avere i bilanci positivi, ma che bisognava vincere in pista. Almeno ai miei tempi quando non vincevano restavamo in lotta fino all’ultima gara. Tante volte abbiamo perso proprio alla fine. Con Michael, ma anche con Irvine, Massa e due volte con Alonso. Il problema di oggi nasce innanzitutto dall’organizzazione. La Ferrari ne ha una totalmente diversa dalle altre squadre. Mattia Binotto è troppo solo. Non ci sono altre squadre organizzate così. Binotto, che è un giovane alle prime armi come direttore tecnico, è responsabile della gestione sportiva, della gestione piloti, dell’area tecnica e deve occuparsi anche della politica. Ai miei tempi io avevo costruito una squadra con il meglio del meglio. C’erano Jean Todt, Ross Brawn, Rory Byrne, Paolo Martinelli, Stefano Domenicali. La Formula 1 è come il grande calcio internazionale, non si guardano i passaporti, per vincere si deve cercare il meglio e poi far crescere gli uomini che ci sono all’interno. Negli ultimi tempi, in Ferrari i talenti li hanno fatti andare via. Prima Allison, poi Sassi, adesso tutti alla Mercedes".

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