F1/ Mansell ricorda lo shock per la morte di Gilles Villeneuve
A trent'otto anni dalla morte di Gilles Villeneuve, Nigel Mansell, campione del mondo nel 1992, parla dei suoi ricordi del tragico incidente del più grande pilota a non aver mai vinto un campionato del mondo. Al Daily Mail, ha fatto un lungo viaggio da Villeneuve a Senna, ricordando i grandi passi in avanti che la Formula 1 ha fatto in termini di sicurezza: "Io e Gilles eravamo amici, mi aveva dato molti consigli e lo ammiravo molto, l’ho visto decollare, l’ho visto proiettato fuori dall’abitacolo insieme al sedile e l’ho visto colpire le reti di protezione. Sapevo che le sue probabilità di sopravvivenza erano zero. È stato l’episodio peggiore che ho visto in vita mia e mi tormenta ancora oggi. La morte di Ayrton è stata una catastrofe per il motorsport sotto diversi aspetti- ha aggiunto l’iridato nel 1992 – adesso è più sicura, che è sicuramente un bene. I circuiti, però, sono diventati molto più asettici. Prima di quel weekend la F1 era uno sport incredibile, i piloti erano degli eroi. Ogni errore veniva pagato a caro prezzo. Soltanto chi aveva un gran coraggio era in grado di percorrere alcune curve a oltre 200 km/h”.
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