F1/ Leclerc e i punti di riferimento: "Mio padre e Senna corsero insieme"

di Paolo Mutarelli

Un giovane Charles Leclerc che si confessa, anche nei tratti più intimi. Negli ultimi giorni sono state pubblicate diverse interviste del pilota monegasco in cui sono toccati i lutti che il ferrarisat ha subito durante la sua adolescenza, quello del padre Hervè e del mentore Jules Bianchi. Al Corriere della Sera, Leclerc parla di questo, di Senna e del rapporto tra il padre e The Magic: “Credo che il dolore aiuti a crescere, anche se avrei preferito crescere in un altro modo. Jules e mio padre Hervé sono state le persone più importanti per il mio percorso nel motorsport e averle perdute mi ha permesso di dare peso a ciò che conta e valore relativo a ciò che conta meno. Papà è stato pilota, smise per problemi economici e fondò una piccola azienda di materie plastiche. Di lui ho un ricordo indelebile, un suo abbraccio ai tempi del kart. È la foto più cara, lo sfondo che vedo quando guardo il mio telefonino. Da mio padre arriva anche la mia passione per Ayrton Senna. Corsero insieme una volta, si conoscevano e di Senna mi raccontava per ore durante i trasferimenti in auto per andare alle gare. Descriveva i suoi modi, il suo stile. Ero un ragazzino e non l’avevo mai visto in pista. Così mi sono informato: libri, filmati, documentari. La consapevolezza del talento ricevuto e la sua voglia di migliorare sono straordinarie. La storia di Ayrton mi ha sempre ispirato“.

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