F1 / Hamilton e la morte: "Da Jules Bianchi a Hubert, uno shock"

di F1N Redazione

Lewis Hamilton parla della morte, cercando di non essere mai banale. Il pilota della Mercedes, ai microfoni di AutoSport, dice la sua su questo aspetto solitamente tabù per i piloti: "La morte scuote sempre. Ecco perché ho pubblicato certe cose sui social media, perché non è impossibile che arrivi. Io l'ho già sperimentata prima di Hubert in Giappone, con Jules Bianchi, e ancora prima a undici anni, sui kart. Un pilota viene colpito davvero forte. Non so come ognuno la viva, io resto colpito profondamente nell'anima. A Spa è stato davvero difficile. Non sono riuscito a dormire, non riuscivo a credere a quello che era successo. Immagino che la mente lavori tanto per farti abituare a nuova realtà. Quest'anno abbiamo anche perso Charlie Whiting e Niki Lauda, ma il mondo continua. È triste, così è la vita. Diamo molte cose per scontate, tutti noi lo facciamo. In realtà alla fine di ogni Gran Premio sono consapevole che i miei giorni potrebbero essere contati".


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