F1/ Ferrari, si arriva a Monza con lo spauracchio di Spa
Si arriva alla doppietta italiana, Monza-Mugello, con un forte spauracchio, quello delle difficoltà di Spa. La Ferrari, per festeggiare, al meglio deve trovare una risposta da presentare in terra lombarda, almeno per centrare la Top Ten e la zona punti. Mario Salvini, alla Gazzetta dello Sport, traccia un ritratto desolante di quello che potrebbero essere le prossime gare: “Domenica è successa una cosa insolita, in questi anni: la regia internazionale non ha praticamente mai inquadrato i tre in testa. Per tutto il tempo è stata in mezzo al gruppone degli inseguitori, spesso in coda. Per due motivi, si immagina: perché davanti, per stessa ammissione di Lewis Hamilton e Max Verstappen, è stata una noia mortale. E perché là in mezzo c’erano le Ferrari. Questo per ribadire come e quanto la F.1 non possa prescindere dalle rosse. Tanto più ora che andiamo verso Monza. Dove già dovremo affrontare il magone del podio di fronte a un rettilineo deserto. E davvero no, non possiamo immaginare un remake di Spa. Eppure le cose stanno come le abbiamo lasciate in Belgio. […] Perché Monza, seppure molto meno complicata, come Spa richiede potenza di motore. […] Ora quel che interessa è se la Ferrari in casa potrà fare non i miracoli, ma quantomeno un po’ meno peggio che a Spa. Il pacchetto dedicato per i dritti dell’Autodromo, ovviamente, ce l’avranno tutti. Quindi auto più scariche, meno drag e maggiori velocità di punta. Si tratta di capire se l’incremento per le rosse sarà tale da sopperire ai loro limiti di telaio ed efficienza. Come è successo a Silverstone, con Leclerc primo tra gli inseguitori di Mercedes e Red Bull. O se non proprio così, quantomeno da non doversi preoccupare dei clienti Alfa Romeo e Haas, come è capitato in Belgio. Dove all’ultimo giro s’è sentito Leclerc dire in team radio: «Se non riesco a superare Grosjean…». Con quei puntini di sospensione disperati poi per fortuna riempiti da un sorpasso riuscito. Insomma, come ha detto Binotto «È inutile illudersi». I problemi della Ferrari vengono da lontano, e non è immaginabile risolverli magicamente. La speranza però è di constatare che a Spa si è sommata una congiuntura di magagne (poca potenza, incapacità di centrare la finestra di funzionamento ideale delle gomme, scarsa efficienza). Una specie di tempesta perfetta. E la nuova configurazione, magari con temperature più miti, sia efficiente abbastanza da sopperire ad almeno alcuni di quei guai. Così da puntare alla terza quarta fila. A maggior ragione considerando che quelle di sabato saranno le prime qualifiche con mappatura unica. […] Più scarica e in mappatura standard si spera di vederla lottare con McLaren e Renault, o almeno con l’AlphaTauri. Perché scattare qualche fila più avanti le garantirebbe tutt’altra gara rispetto a Spa. Significherebbe tornare nei punti e, magari, salvare la faccia nel deserto di un GP di casa che non si era mai annunciato così triste”.
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