F1/ Caso Fia-Ferrari, Turrini: "Un intrigo chiamato Formula 1"

di Paolo Mutarelli

Simile ad una spy story o ad un intrigo internazionale, la Formula 1 ha scoperto il suo lato oscuro e machiavellico con l'accordo tra la Fia e la Ferrari per il caso power unit 2019. Leo Turrini, sulle colonne del Resto del Carlino, ha descritto la situazione madre che ha creato la situazione di stallo alla messicana che oggi attraversano i team della Formula 1.

"Un intrigo chiamato Formula Uno. Un giallo in apparenza senza capo né coda, forse una tempesta in un bicchier d’acqua, di sicuro una brutta storia. Se siete arrivati fin qui, sto per svelarvi i retroscena. La soffiata. Dobbiamo tornare alla fine dell’estate scorsa. Dal Belgio in poi, la Rossa comincia improvvisamente a volare. Leclerc e Vettel vincono tre Gp di fila (Belgio, Monza, Singapore) e conquistano tutte le pole per due mesi di seguito. A questo punto gli avversari si insospettiscono e chiedono alla Fia di ispezionare il motore della Ferrari. Ma l’indagine trova tutto in regola. Solo che arriva una… soffiata: un informatore che conosce sin troppo bene i segreti tecnologici di Maranello spiffera ai concorrenti dove sta il “trucco”, cioè nella gestione del flusso della benzina verso la power unit. Trucco per modo di dire: la Ferrari ha tenuto il punto, negando ogni addebito. E la Fia non è riuscita a dimostrare dolo da parte del Cavallino, ma a scanso di equivoci ha modificato la norma sul flusso della benzina. Così si spiega il curioso epilogo della procedura, in pratica una transazione riservata, destinata però a mandare su tutte le furie i nemici della Rossa".

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