F1/ Botta e risposta tra Hamilton e Binotto su presunti giochi mentali
Ferrari e Mercedes hanno appena iniziato a giocare e il gioco in Formula 1 non è solo quello in pista, ma soprattutto è l'arte della politica nei vari paddock e nelle dichiarazioni. Frecciatine, dichiarazioni di intenti e proclami sono importanti tanto quanti lo sviluppo della macchina in uno sport feroce come questo. Le prestazioni della Ferrari sono stato il primo banco di prova per gli oratori, stavolta incarnati da Lewis Hamilton e Mattia Binotto. L'inglese ha parlato così in conferenza stampa: "Non presto attenzione agli altri durante i test, non ho idea di cosa abbiano detto. Sono qui da abbastanza tempo per sapere che gli altri a volte si sottovalutano intenzionalmente e sopravvalutano noi, così da poter poi far vedere che hanno fatto meglio del previsto. Alcuni pensano che sia una battaglia psicologica, ma non è così. Forse solo per le menti deboli, ma a noi questo non tocca in alcun modo. Io nel mirino dei giovani? Quando gli altri ti vedono come l’obiettivo da battere è una cosa positiva".
Mattia Binotto non ha aspettato due volte per rispondere e aumentare esponenzialmente il livello del suo bluff. O, forse, Binotto ha ribadito la sua onestà intellettuale. La verità la sanno solo in casa Ferrari: "Avversari? Non mi importa cosa dicono o cosa pensano. Da parte mia conosco la situazione. Credo che basti questo. Non sto togliendo pressione, anzi. Essendo Ferrari quando non vai come vorresti la pressione aumenta. Quanto siamo bravi lo scopriremo nelle prime due-tre gare. Tutta la macchina va migliorata, power unit e aerodinamica. Non siamo dove vorremo essere, gli altri sono più veloci in rettilineo. Non stiamo facendo dei giochi, questa è la nostra vera performance".
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